21 ottobre ORE 11,00 innaugurazione ANNO PASTORALE

Pubblicato il da parrocchiecaltavuturo.over-blog.it

Cefalu Christus Pantokrator

“Va nella tua casa

e annuncia ciò che il Signore ha fatto per te”   

 (Mc 5,19)

 

 

  

Lo scorso 11 ottobre il Santo Padre ha aperto l’anno della fede. Questo anno di particolare grazia è stato indetto dal Santo Padre per ricordare al mondo che la sua unica preoccupazione è di volgere il proprio sguardo al Dio Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo, che ci ha donato la vita nuova. Oggi il mondo vive in una grande crisi d’identità e noi battezzati non ne siamo esclusi. Volgere lo sguardo verso Dio vuol dire ritrovare il cammino smarrito della Fede. Il Papa ci parla di re-imparare la Fede. Sì, lo scopo di quest’anno di grazia è proprio quello di accostarci con un nuovo slancio a quelli che sono i Misteri del nostro essere credenti e appartenenti alla Chiesa Cattolica. Molti non credono più, altri hanno affievolito la loro fede; ciò dipende dal fatto che ci siamo tutti allontanati dalla Verità, dalla Via e dalla Vita: Gesù Cristo, Salvatore Nostro. Lui è sempre con noi; ma noi siamo con Lui? Ecco dunque il motivo che ci deve spingere a un forte esame di coscienza. Noi tutti battezzati siamo invitati da Gesù stesso a metterci in cammino con Lui, per rendere la nostra vita ancora più piena e viva. Il Signore vuole la felicità dei suoi figli; il Signore desidera che ognuno di noi possa essere realizzato; il Signore desidera che ciascuno di noi sia salvo: ecco dunque il motivo per metterci ancora una volta alla Scuola del Vangelo di Gesù con la Chiesa. Da soli andiamo poco lontano; come Chiesa, comunità dei battezzati, possiamo davvero crescere nella fede, nella speranza e nella carità. Daremo un volto nuovo, il suo vero volto, a questo paese di Caltavuturo se, mettendo da parte ogni paura, dubbio, sfiducia e perplessità, spalancheremo le porte del nostro cuore a Cristo!

Quest’Anno della Fede suona al mio cuore come un richiamo forte; esso sembra quasi dirmi: “E’ l’ultima spiaggia; arrenditi all’amore di Dio!” La nostra storia e cultura, ormai lontana da certi ideali, è pronta a dire il suo sì a Cristo: deve essere un sì unanime di uomini, donne, bambini, giovani, anziani, malati… Potrà essere l’inizio di un’era nuova, se in quest’anno potremo insieme recitare le parole del Credo come se fossimo una cosa sola, una sola voce che s’innalza al cielo verso quella Croce che troneggia sulla nostra montagna.

Amici miei carissimi, figli e fratelli miei, viviamo quest’anno come dono di Dio e come segno dal cielo. E’ Dio che ancora una volta ci tende la sua mano: afferriamola, non perdiamo l’occasione. Cresciamo nel senso del rispetto, della condivisione. Non dobbiamo vergognarci di dire e testimoniare la nostra fede. Dobbiamo dare una chiara testimonianza del nostro amore a Cristo, nonostante le nostre debolezze e miserie.

Veniamo fuori dalla Missione Popolare, ed è ancora viva in molti di noi l’esperienza di quei giorni. Ma lasciate che vi dica con franchezza non può restare un semplice e puro ricordo…! Non possiamo rimpiangere quei giorni con nostalgia, quasi assomigliando al popolo ebraico che dopo essere stati liberati dall’Egitto rimpiangevano e avevano nostalgia delle cipolle che mangiavano in terra di schiavitù e non si accorgevano di ciò che Dio operava in mezzo a loro. Occorre mettere a frutto ciò che qui giorni ci hanno donato. Un’immagine che mi sembra appropriata è quella del vangelo di Marco 5,19 in cui il Signore all’uomo beneficato dice: “Va nella tua casa e annuncia ciò che il Signore ha fatto per te” quest’invito deve stimolare tutti in questo anno della fede ad annunciare quanto il Signore ha operato nella notra vita.  Non ci manca nulla, abbiamo tutti le capacità di testimoniare l’amore: basta mettersi alla scuola del Vangelo.

Qualcuno diceva: “Carpe diem”, cogli l’attimo! Sì, cogli questo invito, non lasciarti prendere dalla pigrizia! La Madonna del Soccorso, nostra Patrona, ci benedica e ci tenga tutti sotto il suo manto.

Con il cuore di padre, vi benedico tutti!

  

  

 Anno della Fede

Ad ogni uomo che nasce Dio affida un lume large logo anno fede

   che accende nell'animo: la fede.
Nessuno può vivere, camminare,

   correre ed amare senza questa luce viva.
Nascendo il bimbo ha fede nella mamma,

   il papà nel pilota d'aereo.
Ogni mattina ci fidiamo del lattaio,

   del barista, dell'avvocato e del taxista.
Di Dio allora non dobbiamo fidarci?

   Lui che ci conosce, ama e dà la vita?
Errando vagabondi nei labirinti della storia

   questo lume acceso ci indica la via.
Lungo le coste dove il mare è in tempesta

   e la mia nave sembra naufragare,
Lontano ma sicuro ecco un faro di salvezza,

   un'ancora di speranza:è la fede
A volte questa luce sembra spegnersi,

    resta un lumino fumigante che si dilegua.
Forze avverse sembrano soffiare contro per finirlo

   del tutto e tu remi senza meta.
E' arrivato il tempo per fare il pieno,

    caricar le pile, ravvivare questa fiamma.
Dio è l'unico da ritrovare: più ritorni a Dio,

   più l'uomo si svela nel suo grande mistero.
Ecco il tempo di grazia, tempo favorevole

   per credere ancora: è l'anno della fede!

 

Il funambolo

 

C'era una volta un celebre funambolo. Tutti riconoscevano la sua stupefacente abilità: nessuno ricordava di averlo mai visto vacillare o cadere.Un giorno, il circo dove il funambolo lavorava si trovò in serie difficoltà finanziarie. Il direttore propose al funambolo di alzare il filo e di aumentare la distanza del percorso per attirare più gente. I lavoratori del circo avevano posto tutta la loro fiducia nel loro funambolo ed erano sicuri di ottenere un successo strepitoso. Rivolgendosi ai suoi compagni di lavoro, il funambolo chiese loro: "Siete sicuri che ci riuscirò?". Tutti risposero: "Abbiamo fiducia in te e siamo assolutamente certi che ci riuscirai". L'esibizione del funambolo fu un grande successo. Ogni giorno la gente faceva la coda al botteghino del circo per assistere allo straordinario spettacolo di abilità e di coraggio. Dopo un anno di successo, il direttore volle procurare al circo una maggiore risonanza e propose al funambolo una prestazione eccezionale per attirare ancora più gente. Propose di sistemare un cavo d'acciaio da una riva all'altra di una cascata vertiginosa e di invitare tutta la gente della regione, i giornalisti e le televisioni per quella esibizione senza precedenti. Tutti i membri del circo rinnovarono la loro fiducia al funambolo. Questi non esitò e accettò la sfida. Già pronto per la pericolosissima traversata sull'esile filo, chiese ancora una volta a tutti i compagni se erano sinceri nell'affermare una fiducia illimitata in lui. "Sì!", gridarono tutti senza eccezione. Il funambolo partì e l'impresa riuscì perfettamente, con tutti gli spettatori in delirio. Improvvisamente il funambolo alzò una mano e chiese di parlare. "La vostra fiducia in me è grandissima", disse. "Certo", proclamò uno del circo a nome di tutti. "Allora, vi voglio proporre una prodezza ancora più straordinaria!". "Magnifico! Dicci che cos'è. La nostra fiducia in te è sconfinata: qualunque cosa proponi, accetteremo!". "Propongo di camminare con una carriola su questo cavo d'acciaio e di fare il viaggio di andata e ritorno. Siccome la vostra fiducia nella mia abilità è senza limiti, chiedo a uno di voi di salire sulla carriola per fare con me la traversata". Nessuno volle salire.

 

Gesù salì su una barca e i suoi discepoli lo accompagnarono. improvvisamente sul lago si scatenò una grande tempesta, e le onde erano tanto alte che coprivano la barca. Ma Gesù dormiva. i discepoli si avvicinarono a lui e lo svegliarono gridando: "Signore, salvaci! Stiamo per morire!".

Gesù rispose: "Perché avete paura, uomini di poca fede?" (Matteo 8,23-26).

 

 

 

 

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