29 MAGGIO SESTA DOMENICA DI PASQUA Pregherò il Padre

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni       (Gv 14,15-21)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

  

  

CREDO NELLO SPIRITO SANTO

 

Ci Avviamo alla Fine del Tempo Pasquale che avrà il suo culmine nella Solennità della Pentecoste. Cerchiamo dì preparare la nostra Vita ad Accogliere il dono dello Spirito Santo perché venga a rinnovare la nostra vita. Durante la novena di pentecoste che inizieremo venerdì cercheremo di capire e comprendere chi è Lo Spirito Santo. Ecco qui di seguito alcune riflessioni tratte dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

 

« Nessuno può dire: "Gesù è Signore" se non sotto l'azione dello Spirito Santo » (1 Cor 12,3). « Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! » (Gal 4,6). Questa conoscenza di fede è possibile solo nello Spirito Santo. Per essere in contatto con Cristo, bisogna dapprima essere stati toccati dallo Spirito Santo. È lui che ci precede e suscita in noi la fede. In forza del nostro Battesimo, primo sacramento della fede, la vita, che ha la sua sorgente nel Padre e ci è offerta nel Figlio, ci viene comunicata intimamente e personalmente dallo Spirito Santo nella Chiesa: Il Battesimo « ci accorda la grazia della nuova nascita in Dio Padre per mezzo del Figlio suo nello Spirito Santo. Infatti coloro che hanno lo Spirito di Dio sono condotti al Verbo, ossia al Figlio; ma il Figlio li presenta al Padre, e il Padre procura loro l'incorruttibilità. Dunque, senza lo Spirito, non è possibile vedere il Figlio di Dio, e, senza il Figlio, nessuno può avvicinarsi al Padre, perché la conoscenza del Padre è il Figlio, e la conoscenza del Figlio di Dio avviene per mezzo dello Spirito Santo ». Lo Spirito Santo con la sua grazia è il primo nel destare la nostra fede e nel suscitare la vita nuova che consiste nel conoscere il Padre e colui che ha mandato, Gesù Cristo.  Tuttavia è l'ultimo nella rivelazione delle Persone della Santa Trinità. San Gregorio Nazianzeno, « il Teologo », spiega questa progressione con la pedagogia della « condiscendenza » divina: « L'Antico Testamento proclamava chiaramente il Padre, più oscuramente il Figlio. Il Nuovo ha manifestato il Figlio, ha fatto intravvedere la divinità dello Spirito. Ora lo Spirito ha diritto di cittadinanza in mezzo a noi e ci accorda una visione più chiara di se stesso. Infatti non era prudente, quando non si professava ancora la divinità del Padre, proclamare apertamente il Figlio e, quando non era ancora ammessa la divinità del Figlio, aggiungere lo Spirito Santo come un fardello supplementare, per usare un'espressione un po' ardita. [...] Solo attraverso un cammino di avanzamento e di progresso "di gloria in gloria", la luce della Trinità sfolgorerà in più brillante trasparenza ». Credere nello Spirito Santo significa dunque professare che lo Spirito Santo è una delle Persone della Santa Trinità, consostanziale al Padre e al Figlio, « con il Padre e il Figlio adorato e glorificato ».4 Per questo motivo si è trattato del mistero divino dello Spirito Santo nella « teologia » trinitaria. Qui, dunque, si considererà lo Spirito Santo solo nell'« economia » divina. Lo Spirito Santo è all'opera con il Padre e il Figlio dall'inizio al compimento del disegno della nostra salvezza. Tuttavia è solo negli « ultimi tempi », inaugurati con l'incarnazione redentrice del Figlio, che egli viene rivelato e donato, riconosciuto e accolto come Persona. Allora questo disegno divino, compiuto in Cristo, « Primogenito » e Capo della nuova creazione, potrà realizzarsi nell'umanità con l'effusione dello Spirito: la Chiesa, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. 

 

LITURGIA DEL GIORNO

VI SETTIMANA DI PASQUA

(30 maggio- 4 giugno) Liturgia delle Ore: II Settimana
   

30 L Il Signore ama il suo popolo. Lo Spirito del Risorto c'incoraggia nelle prove e nelle persecuzioni che ci possono capitare di subire nel nome di Gesù. At 16,11-15; Sal 149,1-6a.9b; Gv 15,26 – 16,4a.

31 M Visitazione della B.V. Maria. Festa (bianco). Grande in mezzo a te è il Santo d'Israele. Nel secondo mistero gaudioso contempliamo Maria che, sollecita, si dirige verso la montagna. Sia Elisabetta che il bambino in grembo sussultano per indicare che con Gesù è iniziata la nuova era. Sof 3,14-17, opp. Rm 12,9-16b; Cant Is 12,2-6; Lc 1,39-56.

Appuntamenti:

ore 18,00 Santa Messa alla Cappella della Madonna dei Pastori.

Il mese di Giugno la Pietà popolare lo dedica al Sacro Cuore di Gesù. Pertanto la Messa serale sarà celebrata in Matrice alle ore 18,00.

1 M San Giustino, martire. Memoria (rosso). I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Lo Spirito non parlerà da se stesso, ma prenderà dall'annuncio di Gesù per guidarci alla verità tutta intera, anche circa le cose future. At 17,15.22 – 18,1; Sal 148,1-2.11-14; Gv 16,12-15.

2 G Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia. In maniera alquanto misteriosa, Gesù evoca la sua morte e il ritorno glorioso, allorché ogni tristezza ed ogni lacrima si cambierà in gioia. At 18,1-8; Sal 97,1-4; Gv 16,16-20.

Inizia la Novena in Preparazione alla Pentecoste.

3 V Santi Carlo Lwanga e compagni martiri. Memoria (rosso). Dio è re di tutta la terra. L'afflizione di una mamma che partorisce, si tramuterà presto in letizia per il dono di un figlio; allo stesso modo, chi crede nel Risorto nonostante la sua morte, assaporerà una felicità che nessuno può togliere. XXIII. At 18,9-18; Sal 46,2-7; Gv 16,20-23a. Primo Venerdì.

Appuntamenti:

ore 18,00 Santa Messa

               ed Esposizione Eucaristica fino alle 21,30.

Ore 21,30 Adorazione Comunitaria e Benedizione Eucaristica.

 

4 S Dio è re di tutta la terra. Chiediamo a Dio qualcosa nel nome di Gesù, il quale è una sola cosa col Padre: certamente la otterremo e la nostra gioia sarà pienaAt 18,23-28; Sal 46,2-3.8-10; Gv 16,23b-28.

Appuntamenti

Ore 18,00 Incontro con i Ragazzi del Catechismo

               e i loro Genitori in Chiesa Madre.

Ore 19,00 Santa Messa di Conclusione Anno Catechistico.

 

 

IL SACRO CUORE DI GESÙ

La pietà popolare dedica il mese di giugno alla devozione al Sacro Cuore di Gesù. “Non v’è dubbio infatti che la devozione al Cuore del Salvatore è stata ed è tuttora una delle espressioni più diffuse e più amate della pietà ecclesiale. Intesa alla luce della divina Scrittura, l’espressione “Cuore di Cristo” designa il mistero stesso di Cristo, la totalità del suo essere, la sua persona considerata nel suo nucleo più intimo ed essenziale: Figlio di Dio, sapienza increata; carità infinita, principio di salvezza e di santificazione per l’intera umanità. Il “Cuore di Cristo” è Cristo, Verbo incarnato e salvatore, intrinsecamente proteso, nello Spirito, con infinito amore divino-umano verso il Padre e verso gli uomini suoi fratelli ... Si può dire che la devozione al Cuore di Cristo è la traduzione in termini cultuali dello sguardo che, secondo la parola profetica ed evangelica, tutte le generazioni cristiane volgeranno a colui che è stato trafitto, cioè al costato di Cristo, trafitto dalla lancia, dal quale scaturì sangue ed acqua, simbolo del «mirabile sacramento di tutta la Chiesa». (Direttorio su pietà popolare e liturgia, 166-167).  La devozione al sacro Cuore di Gesù è la quintessenza del Vangelo e del piano di salvezza di Dio per l’umanità; per cui il culto al Sacro Cuore è adorazione a Cristo come espressione dell’amore di Dio Parlare del Cuore di Gesù parlare della sua umanità, di Colui che ci ha “amato con cuore d’uomo”. Parlare del Cuore di Gesù è parlare dell’amore di Dio per gli uomini: “Ti ho amato con amore eterno!” Ricordava ieri papa Benedetto: “Dall’orizzonte infinito del suo amore, infatti, Dio ha voluto entrare nei limiti della storia e della condizione umana, ha preso un corpo e un cuore; così che noi possiamo contemplare e incontrare l’infinito nel fin ito, il Mistero invisibile e ineffabile nel Cuore umano di Gesù, il Nazareno” E aggiungeva: “Ognuno di noi, quando si ferma in silenzio, ha bisogno di sentire non solo il battito del proprio cuore, ma, più in profondità, il pulsare di una presenza affidabile, percepibile coi sensi della fede e tuttavia molto più reale: la presenza di Cristo, cuore del mondo”.  

 

Prega e Invoca….

O Spirito Santo,
sei tu che unisci la mia anima a Dio:
muovila con ardenti desideri
e accendila con il fuoco
del tuo amore.
Quanto sei buono con me,
o Spirito Santo di Dio:
sii per sempre lodato e Benedetto
per il grande amore che affondi su di me!
Dio mio e mio Creatore
è mai possibile che vi sia
qualcuno che non ti ami?
Per tanto tempo non ti ho amato!
Perdonami, Signore.
O Spirito Santo,
concedi all'anima mia
di essere tutta di Dio e di servirlo
senza alcun interesse personale,
ma solo perchè è Padre mio e mi ama.
Mio Dio e mio tutto,
c'è forse qualche altra cosa
che io possa desidereare?
Tu solo mi basti. AMEN

(Santa Teresa D’Avila)

 

 

 

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