Domenica 19 febbraio 2012

Pubblicato il da parrocchiecaltavuturo.over-blog.it

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Rinnovaci Signore,

col tuo perdono!

  

  

Dal vangelo secondo Marco   2, 1-12

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te - disse al paralitico -: alzati, prendi la tua barella e va' a casa tua».

 

  

Santa Quaresima 2012

Mercoledì prossimo con l’austero rito delle Ceneri iniziamo il Cammino della Santa Quaresima, tempo propizio per la nostra conversione, tempo per un ritorno al Padre della Misericordia. Quando l’uomo acquista la coscienza di essere bisognoso e peccatore, allora gli si rivela il volto della misericordia di Dio. La Bibbia ci descrive la storia umana e la storia di Israele come un continuo ritorno al peccato originale e al peccato del deserto. Invece di camminare per le vie di Dio, l’uomo percorre il proprio cammino e si allontana da lui. Ma Dio non abbandona il suo popolo, come non si dimentica dell’umanità. Anzi, paradossalmente, è proprio in occasione del peccato dell’uomo che Dio rivela più profondamente il mistero della sua «tenerezza». Il Signore è un «Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, che conserva il suo favore per mille generazioni» (Es 34,6-7). «Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono. Perché egli sa di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere» (Sal 102,13-14). Se deve castigare il popolo che ha peccato, è preso da commiserazione non appena esso grida a lui dal fondo della sua miseria. «Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all’ardore della mia ira» (Os 11,8-9). In questa linea si colloca la missione di Gesù. Egli è venuto a rivelare il volto misericordioso del Padre, che guarisce e perdona. Cristo rivela Dio che è Padre, che è «amore», come si esprimerà san Giovanni nella sua prima lettera; rivela Dio «ricco di misericordia», come leggiamo in san Paolo. Tale verità, più che tema di un insegnamento, è una realtà a noi resa presente da Cristo. Rendere presente il Padre come amore e misericordia è, nella coscienza di Cristo stesso, la fondamentale verifica della sua missione di Messia (cf Dives in misericordia, 3).
Il miracolo che Gesù compie sul paralitico non è solo una prova della sua divinità (chi può rimettere i peccati se non Dio solo?)..., ma è anche segno della radicale efficacia del suo perdono: un perdono che rinnova completamente. Il passato lascia un segno, il peccato pesa, gli uomini ricordano il male. Dio invece dimentica, e quando risana, risana radicalmente. Non restaura, ma crea di nuovo. Perdona i peccati, li cancella, li getta dietro le spalle, non li ricorda più.
Ecco che cosa Cristo compie nel paralitico: una nuova creazione. «Io cancello i tuoi misfatti, per riguardo a me non ricordo più i tuoi peccati... Ecco, faccio una cosa nuova».  Nella misura in cui l’uomo moderno ha perso il senso di Dio, rimette in questione le categorie cristiane del peccato e del perdono. Il più grande peccato del nostro tempo — si è detto — è che l’uomo ha perso il senso del peccato e, conseguentemente, il bisogno di perdono e di misericordia.
All’origine di questa perdita del senso cristiano del peccato non c’è solo una certa ottusità dell’uomo moderno e il suo pregiudiziale rifiuto di una dimensione anche teologica del proprio comportamento morale, ma anche delle grossolane deformazioni in una certa catechesi e pastorale. Abbiamo troppo insistito sulla materialità dell’atto che chiamiamo peccato, sulla rigida classificazione di esso, su un certo legalismo, su una preoccupazione quantitativa, trascurando le cause, facendo scarsa attenzione agli atteggiamenti e alle opzioni di fondo, insistendo quasi morbosamente su certi settori della nostra morale, riducendo il peccato ad un gesto individuale e trascurandone la dimensione sociale e comunitaria, dimenticando le colpe collettive legate alla nostra pigrizia, e le segrete connivenze con istituzioni o sistemi oppressivi...
A questo bisogna aggiungere la concezione di chi pensa di ottenere il perdono in una maniera semimagica senza le disposizioni necessarie. La crisi in atto a riguardo del sacramento della penitenza può avere un esito positivo se libererà il cristiano da una serie di incrostazioni inutili e pericolose e lo aiuterà a ridursi all’essenziale nei riti, e a tornare al giusto senso del peccato. Una concezione troppo ristretta della sacramentalità ha condotto il cristiano a limitare indebitamente al sacramento della penitenza l’esercizio del potere sacramentale del perdono affidato alla Chiesa. Oggi abbiamo riscoperto il valore originariamente penitenziale dell’Eucaristia nel suo insieme e in alcuni dei suoi riti particolari.

Quello si alzò e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

 

  

 

Che cos’è la Quaresima

La Quaresima è il tempo liturgico voluto dalla Chiesa perché, attraverso la conversione, possiamo prepararci alla grande festa della Pasqua. è tempo di pentirci dei nostri peccati e di cambiare qualcosa di noi per essere migliori e potere vivere più vicino a Cristo. La Quaresima dura 40 giorni; comincia il mercoledì delle Ceneri e si conclude il giovedì Sacro, con la Messa vespertina. Durante questo tempo, soprattutto nella liturgia della domenica, facciamo uno sforzo per recuperare il ritmo e lo stile dei veri credenti che devono vivere come figli di Dio. Il colore liturgico di questo tempo è il violetto che significa lutto e penitenza. è un tempo di riflessione, di penitenza, di conversione spirituale; tempo di preparazione al mistero pasquale. Nella Quaresima, Cristo c'invita a cambiare vita. La Chiesa c'invita a vivere la Quaresima come un itinerario che porta a Gesù Cristo, attraverso l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, la condivisione col prossimo e il compimento di opere buone. C'invita a vivere una serie di atteggiamenti cristiani che ci aiutano ad assomigliare di più a Gesù Cristo, dal momento che, a causa del nostro peccato, ci siamo allontanati da Dio. Perciò, la Quaresima è il tempo del perdono e della riconciliazione fraterna. Ogni giorno, durante tutta la vita, dobbiamo strappare dai nostri cuori l'odio, il rancore, l'invidia, la gelosia che ostacolano il nostro amore a Dio ed ai fratelli. In Quaresima, impariamo a conoscere e ad apprezzare la Croce di Gesù. Con questo impariamo anche a portare la nostra croce con serenità, per raggiungere la gloria della resurrezione. a durata della Quaresima è legata al simbolismo del numero quaranta presente nella Bibbia. In questa, si parla dei quaranta giorni del diluvio, dei quarant’anni della marcia del popolo ebraico per il deserto, dei quaranta giorni di Mosè e di Elia sulla montagna, dei quaranta giorni passati da Gesù nel deserto prima di cominciare la sua vita pubblica, dei 400 anni durante i quali gli ebrei soggiornarono in Egitto. Nella Bibbia, il numero quattro simbolizza l'universo materiale, seguito da zeri significa il tempo della nostra vita sulla terra accompagnato da prove e difficoltà. La pratica della Quaresima data dal secolo IV, quando si vive come tempo di penitenza e di rinnovamento per tutta la Chiesa con la pratica del digiuno e dell'astinenza. Conservata con notevole rigore, almeno in un principio, nelle chiese orientali, la pratica penitenziale della Quaresima, in occidente è diventata sempre più leggera, anche se va sempre tenuto presente lo spirito penitenziale e di conversione.

 

 

Appuntamenti:

Mercoledì delle Ceneri:

Chiesa del Convento:

Ore 08,30 Santa Messa Esposizione Eucaristica e Adorazione fino alle ore 12,00.

Durante L’Adorazione il Sacerdote sarà a disposizione per le Confessioni.

Chiesa Madre:

Ore 16,00 Esposizione Eucaristica e Adorazione fino alle ore 18,00.

Durante L’Adorazione il Sacerdote sarà a disposizione per le Confessioni.

Ore 17,00 Adorazione Eucaristica comunitaria con il  testo dialettale della Sacra Veglia (Saravella).

 

Ore 18,30 Solenne Celebrazione Eucaristica e rito dell’Imposizione delle Ceneri.

Giovedì

Chiesa del Convento:

ore 17,30 Santa Messa   e Adorazione Eucaristica

Venerdì:

ore 08,30 Santa Messa (chiesa Madre)

ore 09,00 Santa Messa (chiesa del Convento)

ore 18,30 Via Crucis nella Chiesa del Collegio

                con la Partecipazione delle Confraternite   SS.   Sacramento e Maria SS. Del Soccorso.

Sabato 25

Ore 19,15 Corso Prematrimoniale       (locali del Convento)

 

 

 

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