DOMENICA 22 GENNAIO 2011 Il regno di Dio è vicino;

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B03wDal Vangelo secondo Marco       (1,14-20)

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

 

 

L’uomo che prega ha le mani sul timone della storia.

(S. Giovanni Crisostomo)

Insegnamenti sulla preghiera (parte prima)

Di preghiera carismatica, di preghiera nello Spirito, preghiera di lode nello Spirito. Non deve venir meno lo Spirito di preghiera. Quando viene meno lo Spirito di preghiera, viene meno la vita spirituale. C’è un legame intimo e profondo tra preghiera e vita. Tanto è vero che nei testi classici di spiritualità i gradi di vita spirituale vengono contrassegnati dalla preghiera, e cioè dei gradi di orazione, viene detto, perché dei gradi di orazione? Perché l’orazione denota il grado di vita. “Dimmi come preghi e ti dirò chi sei”. Perciò la preghiera è vitale per noi. Non facciamo qui una predica sulla preghiera ma voglio trasmettere il senso della consegna del Padre Nostro, è il segno della consegna che facciamo a tutti voi di pregare. Pregare e pregare sempre e non intiepidiamoci. L’intiepidimento della preghiera è segno della tiepidezza della vita. Pregare di giorno, pregare di notte.  La preghiera, non sono le preghiere. Spesso noi facciamo coincidere le preghiere “formule” con la preghiera. La preghiera è il respiro dell’anima, è il colloquio del Figlio con il Padre. Che può essere anche muto, senza formule di preghiere. Tante volte molte preghiere celano la mancanza di preghiera. La preghiera vera è quella interiore, l’intimo colloquio, l’incontro amoroso tra noi e Dio. Allora consegniamo senz’altro questo Padre Nostro raccomandando di pregare e pregare bene e di passare qualche momento della giornata in preghiera. Uno che è rinnovato nello Spirito deve lasciarsi portare dallo Spirito alla preghiera, perché il primo atto che fa lo Spirito è metterci in preghiera. Se lo Spirito non ci mette in preghiera non ci metterà in nessun altra azione. E le azioni che facciamo non sono dello Spirito ma sono nostre. Se lo Spirito è in attività dentro noi, lo Spirito ci mette in stato di preghiera. Si può pregare bene se si è in stato di perfetta riconciliazione con Dio e con il prossimo. Quando si è in armonia con Dio e con il prossimo allora fluisce la preghiera, quando non ci dovesse essere  armonia con il prossimo quella preghiera è fallace. E’ un insulto fatto a Dio. Ecco perché tante nostre preghiere non sono ascoltate dal Signore, ecco perché quando l’anima non è in pace, quella preghiera non sale fino al tetto, ma resta terra terra. Se invece la preghiera è fatta con cuore sincero, in armonia con Dio e con il prossimo sale, penetra le nubi e scende dopo aver toccato il trono di Dio con la Grazia che noi domandiamo. Il Regno dei cieli è simile ad un granello di senapa, che vi è posto per terra cresce e diventa un alberello, piccolo per quanto sia, da quel piccolissimo seme esce un alberello, tanto che gli uccelli del cielo possono anche poggiarsi su i suoi rami. E’ la senapa, un granellino piccolissimo, il più piccolo dei semi. Eppure essendo così piccolo Gesù la paragona così alla piccola fede che noi abbiamo. Produce un alberello perché nel piccolo seme c'è la vita. Così è la vita cristiana. Gesù disse ancora un'altra parabola e disse che il Regno di Dio è simile appunto a questo seme gettato sulla terra che cresce di per sé, per la forza vitale che ha. Sia che tu dorma, sia che tu vegli quel seme farà la sua storia non dipende da te, se tu vegli e stai a guardare o se tu dormi, stai a dormire. Anche se tu dorma e non lo veda, quel seme cresce. Così avviene anche sotto i nostri occhi, sbocciano le rose, non è che noi vediamo proprio il momento in cui sboccia la  rosa. Oppure vediamo i frutti dell'albero, noi non vediamo in momento in cui il frutto alliga dopo il fiore e non seguiamo il corso del suo ingrossamento, della sua maturazione. Perché è insito proprio nel seme, nell'albero, la vita. Però può darsi che un alberello o una semente dopo un po' di tempo inaridisca, secca. Può darsi che un innesto sbocci e poi per tanti motivi non va avanti e si dissecca. Può anche darsi che un alberello comincia a crescere poi viene il vento, o viene un ragazzaccio, prende quel virgulto, lo piega, e quel virgulto non può crescere. Ci sono tanti motivi per cui un alberello può anche non crescere. Alle volte può succedere che l’alberello abbia una vita rachitica per mancanza di umore. Non è innaffiato, non è concimato, non è curato, è esposto a tutte le intemperie e non va avanti.  Soprattutto se l'alberello è molto delicato. Così è la nostra vita spirituale. E’ una pianta, una pianta che cresce, cresce perché il buon Dio fa crescere, però anche noi dobbiamo avere cura nella crescita di questa pianta perché può rimanere rachitica, può anche non fiorire e non dare frutto. Allora corriamo il rischio di quello che dice Gesù nel Vangelo: “la pianta che sarà trovata senza frutto sarà recisa e buttata nel  fuoco”.  Tante e tante volte Gesù parla dell’albero senza frutto o che produce frutti cattivi. Allora noi una volta che abbiamo ricevuto la Grazia di Dio dentro di noi, una volta che nell’effusione abbiamo irrorato questa Grazia dobbiamo farla crescere. In questa crescita c'è l'opera di Dio, ma c'è anche l'opera nostra.

 

Sei tu Gesù?

Un gruppo di venditori furono invitati ad un Convegno. Tutti avevano promesso alle proprie famiglie che sarebbero arrivati in tempo per la cena il venerdì sera. Il convegno terminò un po' più tardi del previsto, ed arrivarono in ritardo all'aeroporto. Entrarono tutti con i loro biglietti e portafogli, correndo tra i corridoi dell'aeroporto. All'improvviso, e senza volerlo, uno dei venditori inciampò in un banco che aveva un cesto di mele. Le mele caddero e si sparsero per terra. Senza trattenersi, né guardando indietro, i venditori continuarono a correre, e riuscirono a salire sull'aereo. Tutti meno uno. Quest'ultimo si trattenne, respirò a fondo, e sperimentò un sentimento di compassione per la padrona del banco di mele. Disse ai suoi amici di continuare senza di lui e chiese ad uno di loro che all'arrivo avvertisse sua moglie e le spiegasse che sarebbe arrivato con un altro volo un po' più tardi, visto che non era sicuro di riuscire ad avvisarla in tempo. Dopo tornò al Terminal e si trovò con tutte le mele sparse a terra. La sorpresa fu enorme, quando si rese conto che la padrona delle mele era una bambina cieca. La trovò piangendo, con grandi lacrime che scorrevano sulle sue guance. Toccava il pavimento, cercando, invano, di raccogliere le mele, mentre moltitudini di persone passavano senza fermarsi; senza che a nessuno importasse nulla dell'accaduto. L'uomo inginocchiatosi con lei, mise le mele nella cesta e l'aiutò a montare di nuovo il banco. Mentre lo faceva, si rese conto che molte cadendo si erano rovinate. Le prese e le mise nella cesta. Quando terminò, tirò fuori il portafoglio e disse alla bambina: "Prendi, per favore, questi cento euro per il danno che abbiamo fatto. Tu stai bene?". Lei, sorridendo, annuì con la testa. Lui continuò dicendole: "Spero di non aver rovinato la tua giornata".  Il venditore cominciò ad allontanarsi e la bambina gridò: "Signore...". Lui si fermò e si girò a guardare i suoi occhi ciechi. Lei continuò: "Sei tu Gesù...?". Lui si fermò immobile, girandosi un po' di volte, prima di dirigersi per andare a prendere il volo, con questa domanda che gli bruciava e vibrava nell'anima: "Sei tu Gesù?".

E a te, la gente, ti confonde con Gesù? Perché è questo il nostro destino, non è così? Sarebbe così bello il mondo se tutti assomigliassimo sempre così tanto a Gesù al punto da non riuscire più a notarne la differenza. Cerchiamo allora, con tutte le nostre forze, di assomigliare sempre più a Gesù, in un mondo che è cieco davanti al suo amore, alla sua vita e alla sua grazia, per la nostra felicità e per quella del nostro prossimo. Se decidiamo di conoscere Gesù, dovremmo vivere e agire come lui. Vivere la sua parola ogni giorno.  Tu sei la pupilla dei suoi occhi, anche quando sei stato colpito per le cadute. Lui ha lasciato tutto e ha preso te e me nel Calvario; e ha pagato la nostra frutta rovinata. Cominciamo a cercare di vivere come se già valessimo il prezzo che lui ha pagato! Cominciamo oggi!

 

In Parrocchia

Martedì 24

Ore 18,00 incontro con i Catechisti.

Mercoledì 25

Ore 18,00 Catechesi parrocchiale.

Giovedì 26

Ore 18,00 Adorazione Eucaristica.

Festa di San Giovanni Bosco

Cappella dell’Istituto

Triduo di preparazione

Venerdì 27, sabato 28, lunedì 30 gennaio

Ore 17,45 Santo rosario e Vespri

Ore 18,30 Santa Messa.

28 gennaio

Ore 09,00 incontro con la scuola Elementare

30 gennaio

Ore 21,00 veglia di Preghiera

              (Cappella dell’Istituto)

31 gennaio

Ore 8,15 Santa Messa (Chiesa Madre)

Ore 09,00 Santa Messa con le scuole

              (Cappella dell’Istituto)

Ore 16,00 Santa Messa (Cappella dell’Istituto)

              Al Termine Solenne Processione.

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La tua volontà si compia in me

(Santa Teresa d'Avila)

In questo istante, o mio Dio, liberamente e senza alcuna riserva, io consacro a te il mio volere.
Purtroppo, Signore, la mia volontà
non sempre si accorda con la tua.
Tu vuoi che ami la verità

e io spesso amo la menzogna.

Tu vuoi che cerchi l'eterno
e io mi accontento dell'effimero.
Tu vuoi che aspiri a cose grandi,
e io mi attacco a delle piccolezze.
Quello che mi tormenta, Signore,
è di non sapere con certezza
se amo te sopra ogni cosa.
Liberami per sempre da ogni male,
la tua volontà si compia in me:
solo tu, Signore, sii il mio tutto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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