III DOMENICA DL TEMPO ORDINARIO 23 GENNAIO

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Dal Vangelo secondo Matteo          4,12-23

…Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

 

 

Gesù luce del mondo

La luce è uno dei bisogni primordiali dell’uomo.  Essa non è solo un elemento necessario alla sua vita, ma quasi l’immagine della vita stessa. Questo ha influito profondamente sul linguaggio, per cui «vedere la luce», «venire alla luce» significa nascere, «vedere la luce del sole» è sinonimo di vivere... Al contrario, quando un uomo muore, si dice che si è  «spento», che «ha chiuso gli occhi alla luce»... La Bibbia usa questa parola come simbolo di salvezza. Il salmo responsoriale pone la luce in stretto rapporto con la salvezza, mostrandone l’equivalenza: «Il Signore è mia luce e mia salvezza». «Dio è luce e in lui non ci sono tenebre» (1 Gv 1,5). Egli «abita una luce inaccessibile» (1 Tm 6,16). In Gesù la luce di Dio viene a risplendere sulla terra: «Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9). «Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre» (Gv 12,46). Strappato alle tenebre del peccato e immerso nella luce di Cristo attraverso il battesimo, il cristiano deve compiere le opere della luce: «Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce» (Ef 5,8). Il passaggio dalle tenebre alla luce è la conversione, l’entrata nel regno di Dio (vangelo). Sappiamo cosa vuol dire convertirsi e fare penitenza. Sta ad indicare un radicale cambiamento della nostra vita, un ribaltamento nella scala dei valori che il mondo propone e delle nostre quotidiane preoccupazioni che non sono certamente quelle proposte dal vangelo nel discorso della montagna. Il regno di Dio è presente o scompare, s’avvicina o s’allontana in rapporto alla nostra volontà di conversione. La conversione, a sua volta, non è mai una operazione compiuta una volta per tutte, bensì una tensione quotidiana, come la fedeltà non è un dato che si possa acquisire con una promessa, ma una realtà da vivere minuto per minuto. D’altra parte il cristiano, anche dopo il battesimo, non è mai pura luce: è un impasto di luce e di tenebre; per questo la sua vita è lotta. Ma Cristo lo riveste delle armi della luce (Ef 6,11-17). Così il cristiano è sicuro che dopo aver «quaggiù partecipato alla sorte del santi nella luce» (Col 1,12) «splenderà come il sole nel regno del Padre» (Mt 13,43) e «alla sua luce vedrà la luce» (cf Sal 35,10). Giovanni Battista e Cristo sintetizzano la loro predicazione con l’invito alla conversione: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (vangelo). Gli Ebrei che ascoltavano questo appello formulavano spesso delle obiezioni: noi siamo figli di Abramo, viviamo nella sicurezza di un popolo scelto da Dio, abbiamo le istituzioni religiose che ci garantiscono la possibilità di osservare la Legge; non abbiamo bisogno di convertirci (cf Mt 3,9s). Simile, anche se spesso in una forma inconscia, è l’atteggiamento di molti cristiani, per i quali la parola conversione risuona estranea, lontana, applicabile solo a chi «vive nelle tenebre dell’errore e del peccato»... L’evangelizzazione cristiana inizia a Cafarnao con l’appello di Gesù: «Convertitevi». E’ questo annuncio del regno che chiama alla conversione che deve risuonare continuamente anche nelle nostre comunità. Una volta si riteneva di fatto evangelizzato il nostro popolo, cui era sufficiente una comune catechesi. Oggi si riscopre la necessità di un ritorno all’evangelizzazione, al primo annuncio. Oggi, come sempre, la Chiesa è chiamata a impegnarsi come Cristo nella liberazione dell’uomo dal peccato: l’annuncio della conversione è il fine primario che giustifica la sua stessa esistenza. In essa deve manifestarsi costantemente la libertà dello Spirito nel servizio reciproco, nel riconoscimento e nel coordinamento dei doni che Dio fa a ciascun credente e dovrebbe essere, in tal modo, davanti al mondo il segno visibile del regno di Dio sulla terra. Per questo, anche la Chiesa è continuamente interpellata e giudicata dalla parola di Dio. Anch’essa è in stato di conversione permanente. Il cristiano che «mosso dallo Spirito si fa attento e docile alla parola di Dio, segue un itinerario di conversione a Lui... che può comportare, nello stesso tempo, la letizia dell’incontro e la continua esigenza di ulteriore ricerca; la compunzione per l’infedeltà e il coraggio per la ripresa; la pace della scoperta e l’ansia di nuove conoscenze; la certezza della verità e il costante bisogno di nuova luce».  

 

 

Il ruolo del padrino e della Madrina.

1. La scelta del padrino o madrina non dev’essere dettata da motivazioni di parentela, di amicizia o di opportunità, ma sopratutto a partire dal ruolo, che il padrino è chiamato a svolgere nei confronti del battezzato o cresimato.  Questo compito consta sopratutto dall'aiutare i genitori del battezzato nell'educazione del loro figlio alla vita cristiana e nel accompagnare il cresimato con l'esempio di vita di fede, aiutandolo nelle scelte proprie della sua età. Solo in quest’ottica è richiesta, per quanto è possibile, la figura del padrino. Il padrino può essere parente, può essere un amico o anche un catechista... che per questo compito viene scelto dai genitori per il battesimo del loro figlio e da cresimando stesso per la cresima.

2. Il Padrino perciò deve avere determinati requisiti per poter essere idoneo a questo compito: deve aver compiuto i 16 anni di età deve essere battezzato, cresimato ma soprattutto praticante. Deve conoscere la dottrina cristiana e condurre uno stile di vita ispirato al van¬gelo nella chiesa cattolica

3. In particolare la situazione irregolare circa la vita coniugale di coloro che convivono, che sono sposati solo civilmente, che divorziati sono sposati solo civilmente, rende non idonei a svolgere nella comunità ecclesiale quei servizi che esigono una pienezza di testimonianza cristiana come sono i servizi liturgici e in particolare quello di lettori, il ministero di catechista, l'ufficio di padrino per i sacramenti, la partecipazione ai consigli pastorali. Fintanto che perdura la loro condizione irregolare di vita, in contrasto con il Vangelo, non è consentita inoltre né l'assoluzione sacramentale né la comunione eucaristica. Essi, pur non vivendo la piena comunione ecclesiale, non si considerino separati dalla chiesa, potendo e anzi dovendo, in quanto battezzati, partecipare alla sua vita: ascoltando la Parola, frequentando il sacrificio della messa, perseverando nella preghiera, incrementando le opere di carità e collaborando alle iniziative della comunità in favore della giustizia, educando i figli nella fede cristiana e coltivando lo spirito e le opere

4. I genitori non possono fare da padrini. Essere genitori infatti è molto più che essere padrini.

PREGA CON IL VANGELO

Signore, la conversione non può attendere perché la vicinanza del regno esige prontezza nel pentimento e rinnovata attenzione alla carità. Come i discepoli anche noi ci sentiamo convocati dal tuo amore liberante e radunati attorno a te, attingiamo luce dalla Parola e forza dall'Eucaristia. Da soli non possiamo riparare le reti della nostra vita e del nostro rapporto con il prossimo ma tu Gesù, cammini con noi, ci vedi e sai che vogliamo affidarci a te lasciando le nostre sicurezze.

LITURGIA DEL GIORNO

III SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

(24 - 29 gennaio) Liturgia delle Ore: III Settimana
   

24 L San Francesco di Sales. vescovo e dottore della Chiesa. Memoria (bianco). Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie. Chi non riconosce in Gesù il Figlio di Dio, cede alla tentazione di Satana che spinge al peccato contro lo Spirito santo. Beata Paola Gambara Costa. Eb 9,15.24-28; Sal 97,1-6; Mc 3,22-30.

Appuntamenti:

ore 16,00 Cappella dell’Istituto Tesseramento “Ex Allieve”

25 M Conversione di San Paolo, apostolo. Festa (bianco). Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo. Il persecutore diviene un instancabile Apostolo. Chi crede viene salvato in anima e corpo e farà cose nuove contro il Maligno, a vantaggio dei fratelli At 9,1-22; Sal 116,1-2; Mc 16,15-18.

26 M Santi Timoteo e Tito, Vescovi. Memoria (bianco). Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore. Il lavoro di edificazione del Regno richiede persone come Timoteo e Tito, disponibili a porre al primo posto l'annunzio generoso e disinteressato del Vangelo della pace. 2Tm 1,1-8; Opp. Tt 1,1-5; Sal 95,1-3.7-8.10; Lc 10,1-9.

Appuntamenti:

ore 17,30 Santa Messa (Chiesa del Collegio)

Inizio Triduo di San Giovanni Bosco.

27 G Noi cerchiamo il tuo volto, Signore. La parola di Gesù è luminosa, non va nascosta. Siamo disposti non solo ad ascoltarla, ma ad accoglierla e tradurla in azione? Eb 10,19-25; Sal 23,1-6; Mc 4,21-25.

Appuntamenti:

dalle 8,30 alle 11,00 Adorazione Eucaristica (chiesa Madre)

Dalle ore 16,30 alle 18,00 Adorazione Eucaristica.

Ore 18,00 Celebrazione del Vespro e Benedizione Eucaristica.

Ore 18,30 Santa Messa. (Cappella dell’Istituto)

28 V San Tommaso d'Aquino, sacerdote e dottore della Chiesa. Memoria (bianco). La salvezza dei giusti viene dal Signore. Anche un grande teologo come il Dottore Angelico, è come un uomo che semina un granellino di senapa. Il Regno di Dio cresce grazie all'apporto umile e costante di ognuno. Eb 10,32-39; Sal 36,3-6.23-24.39-40; Mc 4,26-34.

Appuntamenti:

Ore 17,45 Santo Rosario e Celebrazione del Vespro

Ore 18,30 Santa Messa. (Cappella dell’Istituto)

Ore 21,00 Incontro con i Giovani (Locali del Convento)

29 S Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo. Nei momenti di crisi e di angoscia la Chiesa di Cristo confida nella potenza del Signore, il quale calmerà le acque riportando il sereno. Eb 11,1-2.8-19; Cant. Lc 1,68-75; Mc 4,35-41.

Appuntamenti:

Ore 11,00 Incontro con le Scuole elementari  

                  (Istituto Scolastico)

Ore 17,45 Santo Rosario e Celebrazione del Vespro

Ore 18,30 Santa Messa. (Cappella dell’Istituto)

Domenica 30

Le Sante Messe saranno Celebrate come la Domenica

Ore 21,00 Veglia di Preghiera (Cappella dell’Istituto)

 

 

 

 

 

 

 

 

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