NATALE 2011

Pubblicato il da parrocchiecaltavuturo.over-blog.it

natività

Dio ci fa rinascere donandoci il Figlio.

 

 

Ci apprestiamo a vivere la ricorrenza annuale del Santo Natale. La scena del Natale è pacificatrice: non si pone più l’antica alternativa tra la libertà dell’uomo e la volontà di Dio, tra il comandamento del creatore e l’autonomia della creatura. Dio si è fatto uomo e le braccia di una madre si prendono cura di lui. Madre e figlio possono crescere insieme. Maria si realizza come donna nel momento in cui dà alla luce il figlio e all’abbassamento di Dio corrisponde la promozione e la crescita della creatura umana: senza concorrenza, in piena sinergia. Alla debolezza e fragilità del bambino corrisponde la presa di responsabilità di Maria, di Giuseppe e di tutta la comunità che pian piano comincia a raccogliersi attorno a lui.  Notiamo che la stessa cosa accadrà sulla croce: allo svuotamento radicale del Figlio di Dio, fino alla morte, corrisponde la presenza della madre, fedele fino all’ultimo, e del discepolo amato. Essi, nell’ora della prova, sono stati resi forti per superare la loro prova. Accanto a Gesù crocifisso, essi compiono un passo decisivo nel loro percorso di formazione: sono divenuti, come lui, testimoni “fino alla fine”. Tutti gli altri - i capi, i soldati, la folla, i discepoli fuggiti - hanno lasciato sfigurare la loro umanità, hanno ceduto all’inganno del peccato. Ma Dio vuole perdonare e offrire riscatto, e una nuova comunità nasce a partire dalla madre e dal discepolo, coloro che fino all’ultimo hanno accolto umilmente la grazia della presenza del Figlio di Dio.  La scena del Natale e quella della morte sono in tal senso estremamente simili, come già avevano intuito le antiche icone, non solo per quanto riguarda la donazione del Figlio di Dio, ma anche perché attorno a lui è possibile vedere il germe di una comunità nuova. La liturgia ci permette di apprezzare l’unità profonda del progetto di Dio, che si sviluppa sempre secondo una medesima dinamica. Lucidamente, la lettera a Tito lo annuncia: dal dono della vita di Cristo comincia a formarsi un “popolo puro”, liberato dalla schiavitù dell’orgoglio, liberato dalla tentazione di affermare se stessi a tutti i costi, anche schiacciando gli altri.  Attorno al bambino Gesù tutti sono chiamati a crescere in umanità: Giuseppe diventa pienamente uomo nel momento in cui accoglie la sua sposa e si rende totalmente disponibile come un padre per il bambino. I pastori scoprono la loro dignità nel momento in cui ricevono l’annuncio della nascita di quel “figlio che è stato dato” e si mettono in cammino. Il bambino diventa punto di arrivo, meta che suscita un percorso, destinazione che risveglia, che fa risorgere possibilità che sembravano bloccate. Anche i Magi si muovono verso di lui, coinvolgendo nella ricerca tutte le loro cognizioni e aprendosi alla scoperta della Parola divina. Nonostante la sua debolezza e fragilità, il bambino che è nato è un catalizzatore di energie e azioni positive. Nonostante la sua improduttività (non fa nulla, non parla, non lavora, non opera guarigioni), determina un cambiamento e una trasformazione. E tutti hanno la possibilità di riscoprirsi parte attiva del popolo di Dio. Certamente, ciò che vale per il bambino Gesù vale anche per ogni altro figlio che nasce nella famiglia umana: in tal senso si spiega il grande riscontro popolare della festa del Natale, con tutta la ricchezza di riti e tradizioni, che non va condannata, neppure quando il consumismo se ne appropria in maniera indebita; l’importante è però sottolineare che in Lui è presente una forza ulteriore, per cui Egli non solo risveglia sentimenti e propositi positivi, ma attua una vera e propria possibilità di rinascere.

Il prologo di Giovanni approfondisce il mistero e spiega le condizioni perché possa sorgere un popolo rinnovato, una umanità nuova: «A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati». A tutti è data la grande possibilità di rinascere in Cristo. Non si tratta solo di un’adesione morale, ma di un vero evento di rinnovamento, a cui si partecipa personalmente, attraverso la liturgia. Il Natale è l’occasione per riscoprire il sacramento del Battesimo, che tutti hanno ricevuto, e l’Eucaristia di cui ogni battezzato è invitato a nutrirsi, per realizzare pienamente la rinascita già operata nell’acqua e nello Spirito. Contro ogni delusione, contro ogni rassegnazione, il Natale rimette in cammino, mostra a tutti la possibilità di convergere verso Cristo, insieme. La rinascita personale è infatti accompagnata da un movimento comunitario, che coinvolge tutta la Chiesa; uno degli aspetti fondamentali a cui ci chiama e a cui ci rieduca il Natale del 2011 è proprio la riscoperta del senso comunitario, dopo anni di individualismo egoista. Camminiamo verso Cristo, che ci fa rinascere come popolo, ci fa scoprire la bellezza della comunione. A tutti giungano i miei più sinceri e cordiali auguri di un Santo Natale e un felice anno nuovo.

 

 

ORARI DELLE CELBRAZIONI



Novena del Santo Natale

Ore 08,15 Santa Messa (chiesa Madre)

Ore 18,00 Santo Rosario

Ore 18,30 Canto delle Profezie e Santa Messa  (chiesa del Convento)

ogni sera una Classe di Catechismo animerà la Novena.



Mercoledì 21 dicembre

Dalle ore 10,00 alle 12,00 Confessioni presso la Chiesa del convento.

 

Giovedì 22

Ore 11,00 Santa Messa con le Scuole  (Chiesa Madre)



Venerdì 23

Ore 09,00 Pulizia della Chiesa Madre.  Chi vuole può dare una mano.

 

Natale del Signore

24 dicembre

Dalle 16,00 alle 18,00

Il sacerdote è a disposizione per le confessioni nella Chiesa del Convento.

Ore 18,30 Canto della novena e Vespri 

                 (chiesa del Convento)

Ore 22,30 Solenne Veglia di Natale  (Chiesa Madre)



25 dicembre

Le Messe Saranno Celebrate come la Domenica.



26 dicembre.

La Santa Messa sarà celebrata solo di mattina alle 09,30 in Chiesa Madre.



27,28,29 dicembre

Ore 17,00 Santa Messa (Chiesa del Convento)



26,27,28 dicembre

Nella Chiesa della Badia il Gruppo Folkloristico “Gazzara” rappresenterà il Presepe Vivente.



30 dicembre Festa della Sacra Famiglia

Ore 18,30 Santa Messa per le Famiglie con la partecipazione dei bambini e ragazzi del Catechismo che a fine Messa ci faranno ascoltare idei Canti Natalizi.



31 dicembre

Ringraziamento di fine Anno

Dalle 16,00 alle 18,00

Adorazione Eucaristica (Chiesa del Convento)

Ore 18,00 Canto del Te Deum e Vespri

Ore 18,30 Santa Messa.

01 gennaio



Solennità della Madre Di Dio

Le Messe Saranno Celebrate come la Domenica. Non sarà celebrata quella delle 08,00 in Matrice.



Nei giorni 02-03-04 e 05 Gennaio la messa serale sarà Celebrata nella Chiesa del Convento.



06 gennaio Solennità dell’Epifania

Le Messe Saranno Celebrate come la Domenica.



Giuseppe e il pastore

Quella notte d'inverno, fredda e rigida, Giuseppe cercava disperatamente qualcosa che potesse riscaldare sua moglie e il figlio appena nato. Era andato di casa in casa, aveva bussato a tutte le porte, ma nessuno gli aveva dato un po' di carbone o una fascina di legna. Camminò fino ad essere esausto. Quando oramai credeva inutile ogni ricerca scorse in un campo un bagliore di fuoco. Corse verso di esso. Un gregge di pecore si riscaldava intorno alla fiamma mentre un vecchio pastore lo sorvegliava. Quando il pastore, che era un vecchio scorbutico, vide avvicinarsi il forestiero afferrò il lungo bastone ferrato e glielo scagliò contro. Giuseppe non fece una mossa per scansarlo, ma prima che lo raggiungesse il bastone deviò la traiettoria e cadde a terra innocuo. Giuseppe si avvicinò al pastore e disse gentilmente: «Ho bisogno di aiuto: per favore posso prendere alcuni carboni ardenti? Mia moglie ha appena messo al mondo un bambino e devo accendere un fuoco per riscaldarli». Il pastore avrebbe preferito rifiutare, ma vedendo che Giuseppe non aveva niente per trasportare le braci volle prendersi gioco di lui: "Prendine quanti ne vuoi," disse. Giuseppe, senza scomporsi, raccolse le braci a mani nude e le mise nel suo mantello come se fossero nocciole o mele. Il pastore disse meravigliato: «Che notte è mai questa?». Pieno di curiosità seguì Giuseppe e giunse così alla stalla dove c'erano Maria e il bambino adagiato sulla fredda paglia. Il suo cuore si intenerì. Per la prima volta provò il grande desiderio di offrire qualche cosa. Tirò fuori dallo zaino una morbida pelle di pecora e la offrì a Giuseppe perché vi avvolgesse il bambino. In quel momento i suoi occhi si aprirono e vide gli angeli e la gloria di Dio che circondava la mangiatoia dove il bambino sorrideva contento. Il pastore si inginocchiò tutto felice perché aveva capito che in quella notte il suo cuore si era aperto all'amore.

 

 

Per la notte di Natale

O Gesù,
che ti sei fatto Bambino
per venire a cercare
e chiamare per nome
ciascuno di noi,
tu che vieni ogni giorno
e che vieni a noi in questa notte,
donaci di aprirti il nostro cuore.

Noi vogliamo consegnarti la nostra vita,
il racconto della nostra storia personale,
perché tu lo illumini,
perché tu ci scopra
il senso ultimo di ogni sofferenza,
dolore, pianto, oscurità.

Fa' che la luce della tua notte
illumini e riscaldi i nostri cuori,
donaci di contemplarti con Maria e Giuseppe,
dona pace alle nostre case,
alle nostre famiglie,
alla nostra società!
Fa' che essa ti accolga
e gioisca di te e del tuo amore.



 

 

 

 

 

 

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