SECONDA DOMENICA D'AVVENTO 04 DICEMBRE 2011

Pubblicato il da parrocchiecaltavuturo.over-blog.it

IMG 0186

 Dal vangelo secondo Marco    1, 1-8

 

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

 

L’immagine del deserto

 

 L’immagine del deserto è ambivalente per Israele: da un lato richiama l’esperienza esaltante della liberazione dall’Egitto; dall’altra l’esperienza dell’esilio e del fallimento. Da un lato richiama un tempo favorevole, in cui si crea uno stretto legame tra Dio e il suo popolo. Dall’altro è il luogo della tentazione e della ribellione. Il deserto è, insomma, per eccellenza, il luogo in cui Israele è stato educato e dove può essere riformato. Per questo il capitolo 40 del libro di Isaia, opera di un anonimo profeta dell’età esilica, proclama: «Nel deserto preparate la via del Signore». Giovanni Battista riprende alla lettera le antiche parole ed egli stesso vive nel deserto, predicando la conversione. Le folle numerose che accorrono indicano che la sua persona e la sua predicazione hanno un fascino particolare: il fascino delle parole autentiche, di una vita coerente, di una radicalità che suscita la nostalgia del contatto con Dio. Attraverso la parola del profeta, attraverso la predicazione del Battista, Dio stesso vuole guidare il suo popolo: egli è colui che desidera consolazione, riconciliazione e perdono per tutti i suoi figli. Là dove l’uomo ha fallito, Dio riapre possibilità sorprendenti di speranza, che solo a fatica vengono accolte. Accogliere la sua consolazione, infatti, significa rivedere le proprie “vie”, raddrizzare una condotta di vita contorta e incoerente, abbassare il proprio orgoglio e le proprie pretese. L’azione educativa di Dio non è un’azione solitaria: egli è in cerca di consolatori per Gerusalemme, di messaggeri di liete notizie per tutte le città di Giuda, di profeti e testimoni come il Battista. Coloro che sono stati consolati da Dio, imparano a consolare a loro volta i fratelli. Nella prima lettura e nel Vangelo è interessante rilevare la dinamica di espansione della parola divina: da uno solo, da una “voce” isolata, essa raggiunge pian piano le folle. La guida di Dio è dolce e rassicurante, e guarda lontano.IMG 0187 Il gregge di Dio, infatti, appare fragile, eppure aperto al futuro: il Signore “porta gli agnellini sul petto, e conduce pian piano le pecore madri”. I nuovi nati e le pecore madri sono immagini di fecondità e vulnerabilità insieme. Si tratta di un gregge destinato ad accrescersi; ma si tratta anche di un gregge continuamente esposto ai rischi della storia. Il più grave è la perdita della speranza, la perdita della tensione verso il Regno di Dio. La seconda lettura invita a rimanere saldi nella promessa e nell’attesa del Signore: se la fragilità della condizione dei credenti può far paura, se l’arrivo del Regno può apparire tardivo e inefficace, ancora più fragile è la condizione del mondo: “i cieli spariranno… la terra con tutte le sue opere sarà distrutta”. La prospettiva della fine non diventa motivo di sconforto, ma accresce la preziosità e l’importanza del tempo presente: esso è l’occasione per convertirsi, un dono della pazienza e della magnanimità di Dio. Ritorna anche nella seconda domenica l’invito alla vigilanza, ad educarsi nell’attesa del Regno di Dio.

 

 

DIO HA PREPARATO UNA DEGNA DIMORA A SUO FIGLIO

SKMBT C28011111311410La solennità dell'Immacolata è la festa del recupero e della speranza. Infatti la Chiesa ci ricorda che c'è la grazia che preserva la Vergine dal male, ma c'è anche la grazia che redime noi peccatori. L'Immacolata rappresenta la santità originale e integrale dell'uomo creato da Dio per essere santo al suo cospetto. Quindi, più che un'eccezione, ella va vista come un vero recupero, una promessa certa, anzi l'anticipazione della redenzione. Contemplando l'Immacolata Tuttasanta, la creatura può ritornare al suo Creatore. San Paolo (II Lettura) sostiene che anche noi siamo chiamati alla gloria della grazia divina. Sant'Agostino dichiara: «Anche tu, o uomo, chiunque tu sia, sei 'caro a Dio', sei uscito dal suo cuore prima che dal grembo di tua madre, sei amato da lui 'come fossi l'unico'». La I Lettura mostra che il serpente tentatore non è riuscito a scalfire la persona della Vergine. Allora, oltre che ribellarci al male, bisogna disporci al volere di Dio. «Piena di grazia» e colei che «ha trovato grazia presso Dio» (Lc 1,28-29), Maria è eletta quale «nuovo fiore della terra» per divenire degna Madre di Dio; ma è altresì la creatura che dichiara: «Eccomi, sono la serva del Signore!»

  

  

Aspettando il Natale in famiglia

IL VALORE CRISTIANO DEL PRESEPE E DELL'ALBERO

A NATALE oltre a scambiarci dei doni, dobbiamo esser pronti ad accogliere in noi il Figlio di Dio: dono per eccellenza del Padre all'umanità intera. La simbologia natalizia, sia con il presepe che con il tradizionale albero di origine nordica, ci offre un contributo di immagini ed ambientazioni in grado di accompagnarci nella preparazione interiore all'evento gioioso della nascita di Gesù. Il presepe realizzato nelle nostre case, in forme anche molto creative, è essenzialmente la rievocazione del Mistero storico dell'Incarnazione del Verbo. Aspettando il Natale in famiglia, dinanzi al presepe, si può puntare lo sguardo interiore a Betlemme per vivere insieme con gioia, l'attesa di Gesù che viene. L'albero di Natale inserito nel contesto religioso delle festività è segno di pace e di speranza. L'abete sempreverde inoltre, simbolicamente ci riconduce al Figlio dell'uomo, "il Vivente" (Ap 1,18). Gesù è l'autentico "Albero della vita" (Ap 2,7). Egli, rafforza e rinsalda la comunione tra Dio e l'uomo infranta da Adamo ed Eva nell'Eden, per aver mangiato i frutti dell'albero proibito (Cfr Gn 3,6).

IN PARROCCHIA.

Solennità dell’Immacolata.

Dal 05 al 07 dicembre in Chiesa Madre:

Ore 17,45 Canto dello Stellario e Celebrazione del Vespro.

Ore 18,30 Santa Messa.

08 dicembre

Ore 08,00 Santa Messa Con la Partecipazione dei Confrati

                 (Chiesa Madre)

Ore 09,00 Santa Messa (Chiesa del Collegio)

Ore 09,30 Santa Messa (Chiesa del Convento)

Ore 11,00 Santa Messa Solenne (Chiesa Madre)

Ore 16,30 Santa Messa (Chiesa Madre)

Ore 17,30 Solenne Processione.

Venerdì 09 dicembre: inizio Triduo di Santa Lucia

La Preparazione sarà predicata da P. Eliseo.

Ore 17,45 Coroncina e Celebrazione del Vespro.

Ore 18,30 Santa Messa.

Sabato 10 Dicembre

Dalle ore 17,00 alle ore 19,00 a fratello sole:

“Creando il Natale” pomeriggio di animazione per bambini, ragazzi e giovani e apertura del Centro giovani.

 

PESCA DI BENEFICENZA

Mercoledì 07 dicembre dopo la Santa Messa nella Chiesa di San Giuseppe si aprirà la Pesca di Beneficenza.

***************************************************************

Vieni, Gesù, Tu ci invii per le strade del mondo, e ci vuoi testimoni del tuo Regno. La tua Parola ci invita a preparare la via e a raddrizzare i sentieri liberandoli da tutto quanto si oppone alla tua grazia per compiere un cammino fecondo di conversione. Signore, mostraci dove sono gli uomini e le donne che hanno bisogno di noi, fratelli e sorelle che noi possiamo amare, per i quali possiamo essere utili.

 Vieni, Signore Gesù, insegnaci a Preparare la strada!

 

LITURGIA DEL GIORNO

II SETTIMANA DI AVVENTO

(5-10 dicembre) Liturgia delle Ore: II Settimana
5 L Ecco il nostro Dio, egli viene a salvarci. Il paralitico era stato portato a Gesù, perché «la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni». Il "perdono dei peccati" che egli concede rivela che in lui non solo "opera" la potenza del Signore, ma che il Signore è lui. Is 35,1-10; Sal 84,9-14; Lc 5,17-26.

6 M Ecco, il nostro Dio viene con potenza. La parabola della pecora smarrita va letta nel contesto del discorso sulla "comunità" dei discepoli. Se uno dei «piccoli che credono in Gesù» si smarrisce, bisogna andare a cercarlo: neanche uno di loro si deve perdere. San Nicola  Sal 95,1-3.10-13; Mt 18,12-14.

7 M Sant'Ambrogio, vescovo. Memoria (bianco). Benedici il Signore, anima mia. Il "giogo" della sequela di Gesù non è "dolce e leggero" nel senso che non ci saranno persecuzioni, ma che queste saranno illuminate dalla speranza, ossia saranno cariche di significato. Is 40,25-31; Sal 102,1-4.8.10; Mt 11,28-30.

8 G Immacolata Concezione B. Vergine Maria. Solennità (bianco). Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie. Oppure: Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo amore. Primizia della redenzione, Maria è illuminata dallo splendore di Cristo nel momento stesso nel quale Dio la elegge, ossia la predestina ad essere la madre del Redentore. Gen 3,9-15.20; Sal 97,1-4; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38.

9 V Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita. La Sapienza di Dio si giustifica nelle sue stesse opere, ma guai a coloro che non prestano loro attenzione o, peggio, stravolgono il loro significato. Is 48,17-19; Sal 1,1-4.6; Mt 11,16-19.

10 S Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi. Dio non manca di renderci attenti alla sua presenza e alla sua opera, come aveva fatto, nel passato, inviando Elia e, in seguito, Giovanni il Battista. Ma come sono stati accolti? Sir 48,1-4.9-11; Sal 79,2-3.15-16.18-19; Mt 17,10-13.

 

PREGA CON IL VANGELO

 

O Signore, fa' che anche noi possiamo liberare i sentieri della nostra vita da tutto quanto si oppone alla tua grazia. Concedici di riuscire a compiere un fecondo cammino di conversione per incontrarti sulla via della penitenza e della condivisione sull'esempio di Giovanni Battista.

 

 

 

Commenta il post